Disidente

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Publicado: Mar Ene 29, 2008 11:48 am Título del mensaje: La Conquista del Estado,por Asvero Gravelli |
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La Conquista del Estado
Asvero Gravelli
Ora, mentre la Spagna si dibatte nella sua crisi che a profondi e difficili aspetti, indichiamo un nuovo gruppo di giovani scrittori che si innalza contro un vecchio mondo dando vita ad un movimento dinamico che ha le caratteristiche ed i significati della ineluttabilità antieuropea.
Un gruppo di giovani, cresciuto nella tempesta dei partiti entra in lotta oggi, in Spagna, con intendimenti precisi e stabilisce le linee programmatiche di un'azione, che avrà i suoi sviluppi. Questi giovani affermano di rappresentare la voce dei tempi nouvi e pongono di fronte alla coscienza spagnola il loro attegiamento causato dalle difficoltà attuali.
Nel mese di marzo è uscito il loro giornale: esso si intitola: La Conquista del Estado.
Lo scrittore Gimènez Caballero, già Direttore della Gaceta Literaria ha provocato la formazione del nouvo gruppo politico ed è firmatario del manifesto politico assieme a Ramiro Ledesma Ramos ed a de Jaspe Santoma, Manuel Souto Vilas, Antonio Bermudez Cañete, Francisco Mateo Gonzalez, Alejandro M. Raimundez, Ramon Iglesia Parga, Antonio Riaño Lanzarote, Roberto Escribano Ortega, Juan Aparicio Lopez, segretario.
La loro dichiarazione preliminare ci interessa:
«Nessuno potrà eludere l'affermazione —scrivono nel manifesto— che la Spagna attraversa oggi una crisi politica, sociale ed economica, così profonda, che reclama di essere affrontata e risolta col massimo coraggio. Nè pessimismi nè fughe da disertori debbono più tollerarsi. Tutti questi spagnuoli che non riescamo a schierarsi con la dovuta grandezza dinanzi ai fatti che s'avvicinano, sono obbligati a sloggiare dalle prime linee e a permettere che le occupino falangi animose e solide.
«La prima grande angustia che s'impadronisce di ogni spagnuolo che giunga alla responsabilità pubblica, è di avvertire che la Spagna —lo Stato ed il popolo di Spagna— vive da quasi tre secoli in perpetua fuga da se stessa, risultando sleale con gli autentici valori del Paese, infidele alla loro affermazione. La Spagna pertanto vive in un'autonegazione suicida, di tale gravità che la confina negli stessi limiti della decomposizioni storica. Abbiamo così perduto il polso universale. Ci siamo avulsi dai destini universali, senza capacità nè coraggio per stirpare le miopie atroci che fin qui hanno presieduto a titti i conati di risorgimento. Siamo oggi nella congiuntura più propizia che possa capitare ad un popolo. E poichè ci avvediamo che gli uomini della politica consueta —monarchici e repubblicani—, i gruppi che li seguono e gli elementi dispersi, che finora sono intervenuti nelle combinazioni decisive, non giungono a sciogliersi dalle mediocri strutture del vecchio Stato, noi, al margine di costoro, senza divisione laterale in destre ed in sinistre, ma schierati in ampiezza ed in profondità, iniziamo una azione rivoluzionaria per l'avvento di uno Stato radicalmente nuovo.
«La crisi politica e sociale della Spagna ha la sua origine nella crisi della concezione stessa su cui si basa lo Stato vigente. Dovunque a poco a poco si affievolisce l'efficazia dello Stato liberale borghese, imposto al mondo dalla rovoluzione francese del secolo XVIII: e i popoli oggi si dibattono nella grande difficoltà di aprire il varco ad un nuovo Stato in cui siano possibili tutte le loro migliori realizzazioni. Noi c'incamminiamo verso la lotta politica con la concreta ambizione di proiettare sopra il Paese le stimmate del nuovo Stato. Ed imporlo. Un compito simile richiede, anzitutto, capacità per potersi svincolare dai miti in fallimento. Ed anche la volontà di incorporarsi, como un gran popolo, alla doppia finalità che oggi caratteriza le nazioni: Da un lato, l'apporto allo spirito universale della nostra peculiarità ispanica, e dall'altro, la conquista degli espedienti tecnici, la mobilitazione dei mezzi economici, la vittoria sugl'interessi materialisti, e la giustizia sociale».
Le colonne centrali dell'azione propugnata dagli animosi banditori dell'idea d'una Spagna nuova, saranno le seguenti:
Supremazia dello Stato
Il nuovo Stato deve essere costruttivo, creatore. Sopprimerà gl'individui ed i gruppi, e la sovranità ultima risiederà in esso, e solo in esso. L'unico interprete di quanto havvi di essenze universali in un popolo è lo Stato, dentro il quale esse raggiungeranno la loro pienezza. E' compito dello Stato la realizzazione di tutti i valori d'indole politica, culturale ed economica esistenti nel seno del popolo. Va difeso, pertanto, un panstatismo, uno Stato che raggiunga tutte le efficacie. La forma del nuovo Stato dovrà nascere dal panstatismo ed essere un suo prodotto. Poichè in termini serî e centrali, —propugnano i firmatarî del manifesto,— tentiamo un profondo sovvertimento del contenuto politico e sociale del nostro popolo, le questioni attinenti a mere forme non hanno veste sufficiente per interessarci. Parlare di supremazia dello Stato equivale a dire che lo Stato è il massimo valore politico e che il maggior delitto contro la civiltà convivenza —è qualcosa che lo Stato, e solo esso, rendere possibile. Nulla, dunque, contro lo Stato!
Affermazione Nazionale
Contro lo sgretolamento interno al quale oggi presenziamo, innalziamo un vessillo di responsabilità nazionale. Ci assumiamo la responsabilità della Storia della Spagna, accettando el particolarissimo substrato nazionale del nostro popolo, e c'incamminiamo verso l'afermazione della cultura spagnuola con ansia imperiale. Un popolo non si può forgiare senza una previa e radicale sua esaltazione come potenza storica. Sappia ogni spagnuolo che si una catastrofe geologica distruggere la peninsola o un popolo straniero ci sottomette a schiavitù nel mondo, i valori fondamentali cessano di realizzarsi! Più che mai la vita atuale è difficile e bisogna, in cerca di coraggio, tornare ai sentimenti elementari che mentengono gli animi in piena tensione. Il senso nazionale e sociale del nostro popolo —popolo ecumenico, cattolico— sarà questo: Il mondo ha bisogno de noi, e noi dobbiamo stare al posto che si compete nel mondo!
Esaltazione Universitaria
Siamo, in gran parte, universitarî. L'Università è per noi l'organo supremo —creatore— dei valori culturali e scientifici. Popoli senza Università permangono al margine delle elaborazioni superiori. Senza cultura non c'è vibrazione dello spirito, come non v'è tecnica senza scienza. La grandezza intellettuale e la preminenza economica risultano impossibili senza una Università investigatrice ed antiburocratica.
Assestamento delle provincie spagnuole
Le provincie, non soltanto Madrid, sono la precipua realtà della Spagna. La nostra più intima ansia deve consistere perciò, nell'amalgamare e fondere le fibre vitali delle provincie. Scoprendo i loro miti e lanciandole alla loro conquista. Collocandole nella più prospera postura. Quindi il nuovo Stato ammetterà come base indispensabile della sua struttura l'integra e piena autonomia dei municipi. Risiede in questo la grande tradizione spagnuola delle cità, delle borgate e dei villaggi considerati come organismi vivi e fecondi. Non v'è possibilità di trionfo economico o di efficacia amministrativa senza l'autonomia alla quale alludiamo. I Comuni autonomi potranno poi trasformarsi in grandi confederazioni o provincie, delimitate da un margine di esigenze economiche o amministrative e, naturalmente, soto la sovranità dello Stato, che sarà sempre, come sopra accenniamo, indiscutibile e assoluta. Per rendere vitale il senso provinciale della Spagna non v'è nulla di meglio che sottomettere le provincie a un rinascimento che si realizzi sotto gli auspicî di realtà attualissime e sostanziali.
Struttura sindacale dell'economia
I creatori dello Stato liberale borghese non riuscirono a scorgere le vie nuove in cui sarebbe andata a istradarsi la moderna economia. La prima visione chiara del carattere della nostra civilizzazione industriale e tecnica, spetta al marxismo. Noi lotteremo contro la limitazione del materialismo marxista, e dobbiamo superarlo; però no senza riconoscergli l'onore di precursore morto e sfinito nei primi cimenti. L'economia industriale degli ultimi cent'anni ha creato poteri e ingustizie sociali, di fronte alle quali lo Stato liberale si trova inerme. Sicchè il nouvo Stato imporrà la struttura sindacale dell'economia, che salvi l'efficacia industriale ma distrugga le «supremazie morbose» de ogni indole, oggi esistenti. Il nuovo Stato non può abbandonare la propia economia ai semplici patti e alle contrattazioni che le forze economiche stipulano fra di loro. La sindacazione delle forze economiche sarà obbligatoria, vòlta in ogni momento agli alti fini dello Stato. Lo Stato disciplinerà e garantirà in ogni istante la produzione. Ciò equivale a un considerevole potenziamento del lavoro. Resta tuttavia dell'altro da fare in favore di un'autentica e fruttifera economia spagnuola, ed è che il nuovo Stato torcerà il collo al pavido e tremebondo problema agrario, oggi esistente. Mediante l'espropiazione del latifondisti. Le terre spropiate, una volta che si nazionalizzino, non debbono essere ripartite, poichè ciò equivarebbe alla vecchiae funesta soluzione liberale, ma cedute agli stessi contadini, affinchè le coltivino a proprio profitto, sotto l'intervento degli enti municipali autonomi, e con tendenza allo sfruttamento comunale o cooperativistico.
Dal breve riassuno che precede, se ne deduce la nuova dogmatica spagnuola, alla quale i firmatarî di questo storico manifesto che ha preceduto l'uscita dell'ebdomadario La Conquista del Estado, (fra poco tempo quotidiano), giurano di essere fedeli sino alla morte.
I postulati programmatici del Gruppo che riportiamo nel loro integrale testo spagnuolo, racchiudono i segni delle enunziazioni fasciste de hanno molti caratteri delle nouve idee proclamate da Roma:
1º Todo el poder corresponde al Estado.
2º Hay tan sólo libertades políticas en el Estado, no sobre el Estado ni frente al Estado.
3º El mayor político que reside en el hombre es su capacidad de convivencia civil en el Estado.
4º Es un imperativo de nuestra época la superación radical, teórica y práctica del marxismo.
5º Frente a la sociedad y el Estado comunista oponemos los valores jerarquicos, la idea nacional y la eficácia económica.
6º Afirmación de los valores hispánicos.
7º Difusión imperial de nuestra cultura.
8º Auténtica elaboración de la Universidad española. «En la Universidad radican las supremacías ideológicas que constituyen el secreto último de la ciencia y de la técnica. Y también las vibraciones culturales más finas. Hemos de destacar por ello nuestro dideal en pro de la Universidad magna».
9º Intensificación de a cultura de masas, utilizzando los medios más eficaces.
10º Extirpación de los focos regionales que den a sus aspiraciones un sentido de autonomia politica. «La grandes comarcas o Confederaciones regionales, debidas a la iniciativa de los municipios, deben merecer, por el contrario, todas las atenciones. Fomentaremos la comarca vital y actualisima».
11º Plena e integral autonomía de los municipios, «en las funciones propia y tradicionalmente de su competencia, que son las de índole económica y administrativa».
12º Estructuración sindacal de la economia. «Política economica abjectiva».
13º Potenciación del trabajo.
14º Expropiacion de los terratenientes. «Las tierras expropiadas se nacionalizaran y serán entregadas a los municipios y entidades sindacales de campesionos».
15º Justicia social y disciplina social.
16º Lucha contra el farisaico pacifismo de Ginebra. «Afirmación de España como potencia internacional».
17º Exclusiva actuación revolucionariahasta logra en España el triunfo del nuevo Estado. Métodos de acción directa sobre el viejo Estado y los viejos grupos politico-sociales del viejo régimen.
Senza dubbio, un'anima nuova, una ricerca di verità, una netta affermazione storica sono consacrate in questi punti di pensiero e di azione: è l'insurrezione contro il pacifismo, è la volontaria partecipazione ad un attivismo europeo. L'azione de i nostri amici aintieuropei si annuncia come una autentica rinascita spagnola: Quale disciplina si sono essi imposta? Qual'è il loro inquadramento?
—Noi sorgiamo, —è qui la loro risposta,— col volto proceso verso una necessità rivoluzionaria. Non andiamo in questua di voti. Cerchiamo minoranze audaci e valenti. Reclamiamo giovani squadre militanti, senza ipocrisie di fronte al fucile e alla disciplina di guerra. Milizie civile, vogliamo creare, che rovescino l'impalcatura borghese e anacronistica di un militarismo pacifista. Cerchiamo l'uomo politico con senso militare, di responsabilità e di lotta. La nostra organizzazione sarà formata a base di cellule politiche. Le prime comprenderanno dieci individui, appartenenti ad una stessa arte o sindacato. Le seconde saranno composte di cinque individui di professione diversa. Saranno ambedue l'unità inferiore, che avrà voce e forza nel partito.
—Che està dovrano avere i nuovi affiliati?
—Per entrare in una cellula occorrerà avere fra i 18 e i 45 anni. Gli spagnuoli di età superiore ai 45 anni non potranno intervenire in modo attivo nelle nostre falangi. E' immediatamente cominciata in tutta la Spagna l'organizzazione di cellule sindacali e politiche, che costituiranno gli elementi primarî per la nostra azione. La «dogmática» dianzi esposta dev'essere pienamente accettata e compresa per formar parte delle nostre forze.
—Dunque...
—Entonces... Vamos al triunfo y somos la verdad española.
[El texto que reproducimos íntegramente (errores ortográficos y de otra índole incluidos) apareció publicado en el libro, Verso l'internazionale fascista, Nuova Europa Libreria Editrice, Roma, 1932 (aunque en la pág. 5 puede leerse que el libro está editado en 1932, en el colofón —pág. 231— se afirma que se ha terminado de imprimir en diciembre de 1931), de la pág. 127 a la 144, ambas inclusive. Forma parte de un subcapítulo dedicado a Portugal y España, en el que también se hace referencia al Partido Nacionalista Español del doctor Albiñana (págs. de la 121 a la 127, ambas inclusive). Entre las págs. 192 y 193, en una pág. sin numeración, aparece un grabado que reproduce la cabecera de un número del semanario La Conquista del Estado, así como textos y viñetas del mismo.]
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